Paolo Alberati ed il Parco Ciclistico dell’Etna

di Fabio Bologna

Il progetto nato nel 2018 è diventato, in pochissimo tempo, un percorso ambito da chi vuole unire la passione per le due ruote alla magia dell’Etna.

Sarà quel suo accento “forestiero”, o forse quel suo modo pacato, ma preciso, di spiegare le cose, ma una cosa è certa, il “rischio”che si corre, quando si parla con Paolo Alberati, è quello di non rendersi conto del tempo che scorre, rischio che aumenta maggiormente quando l’argomento in questione riguarda un suo progetto, figlio della sua più grande passione che è il ciclismo : il Parco Ciclistico dell’Etna.

Un progetto nato nel 2018, dopo il susseguirsi delle tappe del Giro d’Italia che proprio sull’Etna concludevano la loro esperienza siciliana, ma ancor di più stimolato dall’impresa di Claudio Maria Fusto, ciclista amatore catanese, che contro ogni logica condivisibile da coloro che non riescono a capire il senso di una fatica simile, si prodigò, nel 2012, a completare le salite dei sei versanti dell’Etna. Ecco quindi che il buon Paolo, con la stessa passione che ha spinto Claudio a sfidare le pendenze di “Iddu”(il nome con il quale i catanesi usano chiamare il vulcano), si approccia a sfidare le pendenze di una burocrazia che rappresenta, a volte, ostacolo ben più arduo da superare. “C’era quasi un senso d’inadeguatezza a pensare di sfruttare la vena turistica di questa montagna, probabilmente per il senso di rispetto che la gente del posto nutre per questo vulcano, ma non mostrare le bellezze naturali di questo luogo rappresentava un sacrilegio. Noi non volevamo togliere niente al vulcano, l’dea, che poi si è concretizzata con il Parco Ciclistico dell’Etna, era quello di codificare i percorsi completati da Claudio e renderli accessibili a tutti”

Dal sogno alla realtà è un attimo, la passione e la perseveranza di Paolo e Claudio, unita alla professionalità e alla predisposizione da parte dei dirigenti dell’Ente Parco, ha permesso in pochissimi mesi di realizzare l’ennesima impresa “si è verificata una di quelle azioni di buona politica che ogni tanto in questo paese succedono, fatta una veloce analisi dei costi, abbiamo studiato il metodo più veloce e pratico per raggiungere l’obbiettivo. Sono state realizzate delle lastre in pietra lavica ceramizzata che abbiamo poi venduto ad alcuni amici, compreso il Rifugio Sapienza, e con questa forma di autofinanziamento siamo riusciti, con meno di 8.000 euro, a realizzare tutto questo. Noi non siamo proprietari di nulla, il progetto è stato donato ai singoli Comuni del Parco, la speranza è quella di generare una Bike-economy che abbia ricadute positive sul territorio”

Nel 2019 Claudio, che è anche Vicepresidente dell’Asd Il Pedale nel Cuore,per incentivare l’interesse verso questo circuito, ha suggerito al Parco Ciclistico di istituire un Brevetto con Diploma,per dare lustro a coloro (tra cui molte ragazze) che sarebbero riusciti a coprire in un solo giorno da uno a cinque versanti, fino alla attribuzione della maglia di Regina o Re dell’Etna per coloro che fossero riusciti a coprire tutti e sei versanti in giornata. Ad oggi si contano ben già oltre 100 brevettati tra cui 23 re e 1 regina, ciclista arrivata dalla Calabria per compiere l’impresa, il gruppo si sta ingrossando settimana dopo settimana, come a creare una Community di ciclisti amanti e rispettosi dell’Etna, custodi della sua natura e del suo scenario.

http://www.parcociclisticoetna.com/

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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