Velodromo di Vittoria: ennesima opera abbandonata, ennesima occasione persa

di Fabio Bologna

Abbandonato dal 2015, nasce come impianto di eccellenza per la disciplina su pista.

Impianto realizzato dalla Provincia, non è stato mai utilizzato, una struttura che potrebbe rappresentare un volano per l’economia locale, ma che è rimasta al palo come tante altre realtà dell’Isola.Un vero scempio, se si pensa che per caratteristiche tecniche, il Velodromo di Vittoria rappresenterebbe un’eccellenza italiana, studiato e progettato secondo standard di altissimo livello. Abbiamo sentito anche il parere del Prof. La Rosa, responsabile dell’unico impianto su pista in attività in Sicilia, il Velodromo Cinelli di Noto, nonchè personaggio di riferimento nazionale della specifica disciplina, il quale ci ha confermato la qualità del progetto: “visitai l’impianto,assieme ai tecnici federali per valutarne le caratteristiche tecniche e la potenziale omologazione. La struttura era veramente bella e di alto livello, potenzialmente si sarebbe collocata, per la particolarità degli angoli delle curve, tra gli impianti migliori a livello nazionale. Un vero peccato che sia rimasto chiuso.”

Inizialmente i lavori furono affidati, con contratto d’appalto nell’Ottobre del 1998, alla ditta GRA. MA. Costruzioni Impianti srl di Catania , successivamente rescisso nel 2002. Nel 2007, con l’allora Presidente della Provincia Franco Antoci, furono nuovamente appaltati, ad aggiudicarsi i lavori un’associazione temporanea d’impresa con mandataria l’impresa Italcostruzioni srl di Gela,  per un importo a base d’asta, per i lavori di completamento della struttura, di 758 milioni e 400 mila euro. Nel 2012 finalmente l’opera viene completata, ma subentrarono una serie di problemi legati alla gestione dell’impianto, ma soprattutto al sostenimento dei costi. Inizia quindi il classico scarica barile tra gli Enti, il Comune addossa le responsabilità alla Provincia, che si difende affermando che in realtà l’impianto non è d’interesse a nessuno, “l’amara verità è che quest’impianto non interessa a nessuno perchè non ha appeal poichè nessuno è in grado di gestirlo“, queste le parole che usò, nel 2013, l’allora commissario straordinario Giovanni Scarso.

Parole dure da digerire, soprattutto per gli appassionati delle due ruote, ma probabilmente riflettono la realtà delle cose, considerando che l’ultimo bando del 2015, per la gestione della struttura, è andato a vuoto. Un’occasione persa, per il territorio e per lo sport.

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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