Alisia Calderone: L’ultra Runner palermitana che affronterà la Spartathlon

LA Spartathlon è una tra le più ambite e difficili ultra marathon del panorama podistico,
una gara che, a partire dal 1983, si tiene ogni anno tra Atene e Sparta. Ha una lunghezza di ben 246 km su un percorso spesso sterrato ed insidiosissimo in caso di pioggia, e 3.800m di dislivello positivo. I cancelli orari dei passaggi intermedi prevedono un tempo massimo di 36 ore, per una percentuale dei ritiri che si aggira a più del 50%. Per poter partecipare bisogna aver concluso altre ultramaratone da 200km e oltre, l’organizzazione verifica scrupolosamente i “curriculum” degli atleti e tra le numerosissime pre-iscrizioni, seleziona solo chi ha quello appropriato. Tra i prescelti, si procede ad un’estrazione, perché vengono assegnati solo circa 400 pettorali.


Questa corsa ha il fascino particolare della leggenda e della storia: Fidippide, emerodromo, cioè portatore di messaggi dell’antica Grecia, famoso per aver percorso gli oltre 40km da Maratona ad Atene sfinendosi a morte per annunciare la vittoria di quella battaglia, aveva in precedenza già svolto tra gli altri un incarico notevole: fu mandato da Atene a Sparta per chiedere appoggio in vista della battaglia contro i Persiani e percorse questo tragitto in un solo giorno. La gara inizia alle 7:00 del mattino, nell’ultimo venerdì di settembre, ai piedi dell’Acropoli; i corridori devono oltrepassare 75 check-point collocati lungo il percorso e per ognuno di essi è previsto un tempo limite di passaggio. Per poter partecipare a questo evento bisogna avere almeno uno dei seguenti requisiti: avere terminato una gara di almeno 100 km in meno di 10 ore e 30 minuti, ed aver partecipato ad una gara di almeno 200 chilometri arrivando fino al traguardo della stessa in meno di 29 ore e 30 minuti.

“Io mi sono qualificata alla Spartathlon con i risultati di due gare – ci spiega Alisia Calderone – la 9 colli running, corsa nel 2017, di 220 km e quasi 4000 dislivello, che ho chiuso con un sesto posto assoluto tra le donne la Ultra Milano Sanremo di 285km, corsa nel 2018 che ho chiuso con un secondo posto assoluto tra le donne. La mia storia nelle ultra è iniziata perché semplicemente mi sono accorta che mi piaceva correre tanti km ed allenare la resistenza fisica e mentale”.

Solo ascoltandola si percepisce l’entusiasmo e la passione che accompagnano Alisia in queste avventure – “le ultra mi hanno insegnato, più di ogni altra esperienza nella vita, a conoscere davvero me stessa e prendere consapevolezza della forza mentale che ognuno di noi è capace di avere, più di quella fisica. I km mi hanno aiutato ad avere fiducia in me stessa, nella capacità di puntare un obiettivo e perseguirlo con determinazione e passione. Quando corri lunghe distanze sei assolutamente sola con te stessa, ti ascolti, ti guardi intorno, a volte pensi anche ad alta voce per tenerti sveglia e darti coraggio. Le ultra mi hanno ricordato che credere nei sogni ti da’ voglia di vivere ed entusiasmo e che i sogni esistono quando la possibilità di realizzarli dipende soltanto da noi. Sono una psicologa e psicoterapeuta..per me ogni gara lunga costituisce un ineguagliabile percorso di crescita e di maturazione. Una piccola grande storia da ricordare per sempre. Dopo il Passatore e numerose gara trail di 60km..ho deciso di provare il tor des geants, gara trail di 330km e 24000di dislivello, arrivando a tagliare il traguardo nel 2016. Già.. le ultra mi hanno fatto conoscere anche il mio aspetto “incosciente e selvaggio”, quello che la vita quotidiana ti toglie.. IL CORAGGIO DI OSARE!!! Adesso so che posso osare.. Che nn devo temere una sconfitta, che posso provare! Mi alleno cercando di variare i percorsi e mettendo molte salite, perché mi piacciono e mi fanno sentire più forte. Vado 4 volte in sala attrezzi per rafforzare le altre parti del corpo e semplicemente perché sono vanitosa. Gestisco i km settimanali “a sentimento” secondo la forza e la condizione fisica del momento. Non ho mai seguito una tabella di allenamenti anche se studio molto tutto quello che leggo sul tema. Non ho mai avuto un nutrizionista anche se curo molto l’alimentazione che considero determinante nelle prestazioni. Non ho mai avuto schemi prefissati.. Né mai li avrò.. Perché i km mi hanno regalato la sensazione più bella della vita.. LA MERAVIGLIA DI SENTIRSI DAVVERO LIBERI!!”

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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