La Storia delle (non)Olimpadi#2: L’imbroglio Olimpico

Di Francesco Incorpora

A colui che diede vita alle Olimpiadi moderne nel 1896, Pierre De Coubertin, viene erroneamente attribuita la celeberrima frase “L’importante è partecipare, non vincere”; infatti quando il francese pronunciò queste parole citò anche la fonte ufficiale, un monaco anglicano statunitense che officiò delle messe durante i Giochi del 1908.
Malgrado ciò, i Giochi Olimpici sono l’appuntamento più importante nella vita di moltissimi atleti, il traguardo da raggiungere per coronare una carriera o l’occasione di riscattarsi da una vita di sacrifici. Proprio per questo motivo, tanti atleti nel corso della storia hanno tentato di aggirare il regolamento pur di conquistare l’agognata medaglia.
Se negli ultimi anni abbiamo assistito alla triste vicenda del doping di stato russo, splendidamente rappresentata nel documentario premio Oscar “Icarus”, fino a pochi anni prima il tentativo più singolare di aggirare il regolamento è certamente quello dell’atleta sovietico Boris Grigoryevich Onyshchenko.
L’episodio incriminato ha luogo nel 1976, ai giochi canadesi di Montreal. La squadra di pentathlon russa arrivava alla rassegna canadese forte di un argento nel 1968 e di un oro nel 1972. A guidare la squadra c’èra il campione del 1971 Boris Onyshchenko, nato nell’attuale Ucraina e favoritissimo alla vigilia per la vittoria individuale e a squadre. Il pentathlon moderno unisce cinque discipline: Nuoto, Scherma, Equitazione, Tiro al bersaglio e Corsa.
La Russia, al termine della prima prova, si trovava al quarto posto e si affidava alla scherma per riacciuffare le posizioni da podio; la prova in pedana consisteva in un assalto nella specialità della spada, chiunque avesse colpito l’avversario per primo avrebbe vinto l’assalto, assegnando il punto alla propria nazione. Con l’avvento della tecnologia, la stoccata veniva segnalata dalla chiusura di un circuito elettrico che accendeva una luce. Per far chiudere il circuito era necessario colpire il corpo dell’avversario con la punta della spada imponendo una forza pari a circa 750 gr. Russia e Gran Bretagna scesero in pedana, il primo incontro di Onyshchenko si chiuse rapidamente a favore del campione russo, nonostante una protesta britannica rapidamente rigettata dai giudici. Onyshchenko vinse agevolmente anche il secondo incontro, ma questa volta il giudice si accorse immediatamente che qualcosa non andava e volle controllare l’arma del russo. Sorpresa: all’interno del manico era presente un bottone che permetteva al circuito di chiudersi senza che fosse necessario colpire l’avversario.
La carriera del campione russo si chiuse di fatto in quel momento: egli venne immediatamente escluso dai giochi e rispedito a casa, dove pochi giorni dopo venne convocato da Leonid Breznev, segretario del partito comunista. Ritiro di tutti i riconoscimenti e congedo dall’Armata Rossa furono le inevitabili conseguenze.
Divenuto tassista a Kiev, di lui non si seppe più nulla

Pubblicato da Redazione

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