Le (non)Olimpiadi 2020 #4: Di Donna-Campriani, oro all’ultimo respiro

di Francesco Incorpora

Dei migliaia di grandi eventi sportivi a cui abbiamo assistito ve ne sono alcuni di cui è impossibile dimenticarsi, spesso per merito di una particolare rivalità, altre volte per dejavù ed analogie rispetto ad episodi del passato. Questi componenti attribuiscono un valore emotivo superiore alla media e fanno sì che certi episodi entrino nella memoria di chi ha assistito e non vadano più via.Quando si incontra qualcuno che ha visto in diretta quella partita, sfida o episodio, è facile constatare come la persona si ricordi esattamente tutto il contesto in cui si trovava e racconti con estrema cura ogni dettaglio di quell’evento.
Uno degli episodi che si possono inserire in questa categoria è la gara di Tiro a segno, nello specifico quella della pistola ad aria compressa, svoltasi alle Olimpiadi di Atlanta 1996.Roberto Di Donna è un atleta delle fiamme gialle specializzato nel tiro a segno e che vanta risultati di rilievo negli anni antecedenti alle Olimpiadi americane. Quel che gli manca è l’oro nella manifestazione più importante. Tuttavia, neppure questa par essere la volta giusta; il suo avversario è il cinese Wang, autentico dominatore della scena mondiale nel tiro e vincitore dell’oro a Barcellona. Questi è considerato quasi una macchina perfetta per la continuità e la scarsa predisposizione all’errore. Ed in effetti la gara segue alla lettera il pronostico, Wang non sbaglia un colpo e prende la leadership con un vantaggio piuttosto cospicuo; Di Donna, di contro, dopo una buona rimonta sul bulgaro Kiriakov si attesta al secondo posto e pregusta la piazza d’onore. Si arriva così all’ultimo tiro con una distanza di 3,8 punti tra il primo ed il secondo. In uno sport in cui si gioca sul decimo questa distanza è incolmabile ed infatti dopo il 10,4 di Di Donna i commentatori italiani annunciano già la medaglia d’argento. A sconvolgere le previsioni è però qualcosa di impensabile, Wang viene infatti schiacciato dalla pressione e sbaglia l’ultimo colpo, aprendo in questo modo le porte dell’oro a Di Donna. Come anticipato, però, lo sport ci regala spesso dei dejavù: quasi venti anni dopo, a Rio 2016, Niccolò Campriani, altra leggenda del tiro, si trova nelle stesse condizioni del connazionale.


La storia di Campriani è davvero interessante: cresciuto come un predestinato nella specialità della carabina 10 e 50 metri, vince tutto ciò che c’è da vincere in Italia e si presenta a Pechino nel 2008 da esordiente ai Giochi Olimpici. La qualificazione alla finale ad otto va avanti senza problemi per “Nicco”, è terzo prima dell’ultimo colpo e si appresta a conquistare la finale. Qualcosa però va storto ed il colpo finisce 3,34 millimetri lontano dal centro, margine sufficiente per passare dal terzo al dodicesimo posto, fuori dalla finale. Campriani subisce il contraccolpo psicologico di quell’episodio e per riprendersi decide di cambiare vita, va a studiare a ad allenarsi in un college americano e torna a casa con una testa ed una consapevolezza molto diverse. A Londra, nel 2012, conquista l’argento nei 10 metri e oro nei 50, e a Rio nella gara da 10 metri conquista il tanto agognato oro che mancava al suo palmares.


L’ultima gara della carriera di Campriani ai Giochi Olimpici è quella in cui si spara da 50 metri, il toscano è il campione uscente e nonostante le medaglie già vinte, pensa solo ad aggiungerne un’altra alla collezione. La gara è molto tirata, Campriani soffre la fase centrale e arriva agli ultimi colpi in controllo per la medaglia d’argento ma piuttosto distante per l’oro.Stessa storia vent’anni dopo: Campriani spara per primo, il tiro è discreto ma non perfetto, il portacolori azzurro sorride, conscio del fatto che a meno di episodi clamorosi salirà sul secondo gradino del podio. Anche stavolta però il destino prevede altro, il russo Kamenskyi spara con poca decisione e l’8,3 che ne viene fuori non è sufficiente per stare davanti all’atleta italiano.E nelle incredibili storie e coincidenze che regala lo sport, chi era al commento di quella straordinaria gara di Rio 2016 per la Rai? Chi se non Roberto Di Donna, naturalmente

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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