Le (non)olimpiadi 2020#11:Long-Owens, amicizia ai tempi della guerra

di Francesco Incorpora

Jesse Cleveland Owens e Carl Ludwig Herman Long nel 1936 a Berlino sono la perfetta rappresentazione di due ideologie diametralmente opposte che nel giro di pochi anni porteranno al più grande conflitto del ventesimo secolo. Ciononostante, i protagonisti della finale del salto in lungo delle Olimpiadi di Berlino del 1936 dimostreranno che anche quando una strada sembra segnata un semplice gesto di rispetto e amicizia può cambiare tutto.
La storia del primo è arcinota: atleta afroamericano di nazionalità statunitense dotato di capacità formidabili che lo porteranno a dominare gli ultimi Giochi prima della Seconda Guerra Mondiale e a ricevere addirittura i complimenti del Fuhrer in persona. Carl Long, detto Luz, nato nel 1913 a Lipsia rappresenta alla perfezione il modello ariano, alto, biondo e slanciato. Luz costruisce la sua carriera di saltatore in lungo nei primi anni ’30 ed arriva all’OlympiaStadion con i favori del pronostico, forte di numerose medaglie conquistate nei campionati mondiali ed europei e del sostegno del pubblico tedesco.
Il gesto che cambierà la storia e unirà per sempre i protagonisti della gara avvenne durante la qualificazione per la finale del salto in lungo. Mentre Long superò agilmente e senza fatica la distanza necessaria per l’approdo al turno successivo, Owens ebbe molte difficoltà in più; negli stessi minuti si stava infatti svolgendo la qualificazione per i 200 metri e l’atleta americano faticò a ritrovare la concentrazione dopo la vittoria nella propria batteria.
Dopo due salti nulli, in cui Owens superò con il piede la zona di stacco, l’atleta statunitense si preparò per l’ultimo e decisivo tentativo. A quel punto Long, sebbene andasse contro i propri interessi, decise di aiutare il proprio rivale, compromettendo in questo modo le proprie possibilità di vittoria. Avvicinatosi ad Owens, gli suggerì di partire una trentina di centimetri indietro, utilizzando un fazzoletto bianco come segnale per indicare il punto esatto. Il consiglio risultò vincente ed Owens si qualificò per la finale, nella quale conquistò la medaglia d’oro proprio davanti all’ormai amico Long.
I due, nei giorni seguenti, trascorsero molto tempo insieme nel villaggio olimpico, finendo per diventare grandi amici. Gli scambi epistolari degli anni successivi testimoniano come i due non persero i contatti.
Long continuò l’attività agonistica per breve tempo. Nel 1939 si laureò e divenne avvocato, nel 1941 si sposò e pochi mesi dopo divenne padre di Kai. Purtroppo nel 1943 venne richiamato alle armi, e qualcuno sostiene che il regime nazista gli fece pagare il gesto di quel giorno a Berlino. Luz venne inviato in Sicilia nella divisione Goring e perse la vita poco tempo dopo nella difesa dell’aeroporto di Biscari-Santo Pietro, nei pressi di Caltagirone.
Le sue spoglie si trovano presso il cimitero militare germanico, situato a Motta Sant’Anastasia, insieme ai più di 4000 soldati tedeschi caduti in Sicilia durante la guerra

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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