Il cicloturismo: un fenomeno in netta crescita.

di Domenico Romano

L’estate del 2020, quella per intenderci della pandemia, sta evidenziando, infatti, un nuovo modo di viaggiare, un modo che lascia la massima libertà di organizzazione e utilizza un mezzo a cui tutti siamo legati fin dalla più tenera età: la bicicletta.

Sono migliaia, infatti, coloro alla fine del lockdown hanno attrezzato il proprio mezzo a due ruote, lanciandosi alla riscoperta del nostro bellissimo paese, percorrendo ciclabili, strade sterrate, carrabili poco affollate, con un unico obiettivo, conoscere posti nuovi e divertirsi.Tecnicamente questo modo di viaggiare è conosciuto come cicloturismo, una modalità di viaggio denotata da una spiccata sensibilità ambientale e praticata da uomini e donne di tutte le età.

Una bici, la giusta forma mentale e la voglia di aiutare viaggiando.

La fortuna del cicloturismo dipende in parte anche dalla poca attrezzatura che abbisogna prima di intraprendere il proprio viaggio. Di fatto l’unica cosa che serve veramente è la bicicletta, non importa se essa sia di ultima generazione, o se sia stata acquistata con il “Bonus bici”, importa solamente che abbia due ruote, una catena e due freni.Non è infatti in questo caso il mezzo che fa la fortuna del viaggio, ma la “forma mentis” del viaggiatore, egli deve essere curioso di conoscenza, pronto alla fatica e con la mentalità giusta per poter fronteggiare gli imprevisti che inevitabilmente ci saranno.Per le strade italiane da qualche anno a questa parte è un proliferare di cicloturisti, alcuni con le bici più strane. Essi si trovano ovunque e spesso hanno stampato in faccia un sorriso contagioso, questo a dispetto della fatica che alcuni di essi si ritrovano ad affrontare.

Anche le motivazioni che stanno alla base dei viaggi in bicicletta sono le più varie, c’è chi lo fa per riscoprire il piacere che si prova nello stare da soli cercando quella introspezione che solo il viaggio e la fatica possono fornire, ma c’è anche chi si organizza con un gruppo di amici, con la famiglia (alcuni anche con bimbi piccolissimi o con il proprio cane), in questo caso cercando di cementare rapporti già consolidati.Esistono anche persone che si conoscono (e qui la funzione dei social è utilissima) solo per quel viaggio, esasperando quella voglia di socializzazione che fa parte dell’animo umano in dai tempi dei primi esploratori.Perché alla fine il viaggio in bicicletta si rifà ai vecchi esploratori, persone capaci di affrontare qualsiasi avversità, di essere pronti a spartire la propria cena con sconosciuti, di conoscere posti, usanze e gente nuova. 

Un movimento dai numeri importanti.

I viaggi in bici riscuotono cosi tanto successo che molti sono gli studi che analizzano la tendenza. Nell’ultimo Bike summit 2019 gli esperti hanno evidenziato che sono oltre 6 milioni le persone che nel 2018, utilizzando la bicicletta, hanno trascorso più di una notte fuori da casa.La crescita è in aumento e le stime per l’estate in corso lasciano ben sperare, molti sono coloro che in questo periodo di pandemia non ancora alle spalle, scelgono la bicicletta come mezzo di trasporto, essi lo fanno per non rischiare il contagio ma anche per ritrovare se stessi, a volte anche per aiutare il prossimo e allora perché non provare a partire?

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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