Il nuoto agonistico siciliano…che sia la volta buona?

di Marco Mattia Conti

Il passato ci ha regalato spesso grandi acuti, ricordiamo le finali olimpiche di Piermaria Siciliano, di Luca Marin e di Gianluca Maglia, andando più indietro anche quelle di Sabrina Seminatore, ma mai, dico mai, a memoria d’uomo, si ricordava un tale spessore, assolutamente in campo maschile, di presenze al vertice nei settori giovanili di forti, anzi fortissimi atleti siciliani.

La Sicilia ha scontato in passato due grosse tipologie di problemi rispetto alle altre Regioni: una forma di precoce abbandono dei naturali talenti, dovuta alla concausa di un frettoloso sfruttamento dei suoi potenziali atletici e/o di difficoltà nell’ ingresso alle forme universitarie più prestigiose e quindi di lavoro al Sud e specificatamente in Sicilia.

Risultato: tanti talenti inespressi, ritiri, abbandoni o ‘vivacchiare’ in campo regionale limitandosi a vincere qualche specialità con il minimo sforzo. In campo femminile ancor di più le problematiche si acuiscono inserendosi anche una innaturale avversione psicologica a forme di alto agonismo quale quello in campo nazionale.

E’ il classico caso del ‘uno su mille’ ce la fa, a cui appunto vanno a sommarsi le problematiche di cui sopra, ma qualcosa, almeno in campo maschile, sta cambiando.

Su 14 specialità del programma natatorio classico, in campo maschile, due sono state vinte nella categoria Ragazzi primo anno (entrambe da Riccardo Locicero della Mimmo Ferrito di Palermo nei 200 e 400 misti). Ben quattro su 17 nella categoria Juniores sono state appannaggio di Vincenzo Adamo della Nuoto Chiaramonte nei 50 e 200 dorso, di Andrea Savoca della Sicilia Nuoto nei 50 rana e di Gianfranco Perna del Sun Club nei 200 farfalla, ed infine nella categoria Cadetti tre vittorie sempre su 17 specialità con atleti quali Mario Bossone della Mimmo Ferrito nei 200 misti, Claudio Faraci ex T.C. Match Ball Siracusa nei 200 farfalla e Lorenzo Gargani, ragusano ex Pol. Zenion, nei 50 farfalla, senza dimenticare poi un altro siciliano Andrea D’Agostino, agrigentino, che tra i Seniores ha vinto la difficile gara dei 1500 metri stile libero e di Davide Marchello, messinese ex Ulysse ormai tra i ‘grandi’ del fondo in acque libere nazionale.

A queste vittorie dobbiamo aggiungere innumerevoli piazzamenti a podio e nei primi 10 o 20 delle classifiche nazionali da parte degli stessi già citati o di altri talentuosi atleti emergenti che scalpitano nelle retrovie alla ricerca del momento giusto per emergere.

Sono numeri clamorosi per una Regione come la Sicilia che sempre a parte qualche punta di brillantissimo valore non ha mai o quasi mai riportato questo numero di vittorie in campo nazionale.

Un solo podio, un terzo posto tra le Cadette dei 400 misti per Agnese Ardu dell’ Altair Catania, poi buone presenze di Alessandra Pace, Maria Sofia Ficili e Giada Marchese tra le prime dieci, o venti e dietro purtroppo quasi niente se non le giovanissime Caterina Amara ed Alessia Ferraro

Ma una cosa che salta all’occhio nella distribuzione territoriale, volendo provinciale, dei nostri talenti maschili, è il fatto che non esiste una scuola soltanto, ma sono anzi diverse e molteplici le Società rappresentate, un buon segno che fa ben sperare per il futuro e che sta a significare che molti sono gli allenatori che hanno ben recepito i dettami tecnici impartiti dalla federazione centrale per la individuazione e crescita dei talenti.

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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