Colazione che Fatica…!

di Fabio Buzzanca

Nel 1940 la colazione della popolazione che viveva nel bacino mediterraneo era profondamente diversa da quella a cui siamo abituati oggi. Le regole “anti spreco” imponeva che i resti della cena venissero serviti come primo pasto della giornata, non veniva buttato mai via niente. Da questa necessità di vita, ne scaturiva un pasto importante in termini calorici ma soprattuto bilanciato. A tavola potevamo trovare infatti: frittate, legumi, cereali integrali che venivano accompagnati da grassi come frutta secca o olive, formaggio e olive.
Quando si parla di colazione mediterranea, subito pensiamo al latte, fette biscottate con
marmellata, biscotti, cornetti, prodotti che in realtà sono entrati a far parte delle nostre abitudini mattutine solo da qualche decennio. La rivoluzione industriale del secondo dopo guerra ha stravolto le nostre abitudini alimentari, aumentando dunque l’introito chilocalorico in seguito all’eccessivo consumo soprattutto di carboidrati. L’aumento delle patologie metaboliche oggi, è da ricondurre al cambiamento dello stile di vita: lavori prevalentemente sedentari e/o poca attività fisica, errate abitudini nutrizionali.

Circa il 95% delle persone con problemi legati al peso, ha una colazione sbilanciata o non fa colazione. Laura ha 35 anni e fa la libera professionista, la mattina si alza molto presto, deve organizzare la giornata della famiglia. Per prima cosa, sveglia per tutti, colazione al volo, 2 biscotti e il caffè (rigorosamente zuccherato, quello amaro non le piace). Giù con l’ascensore fino al garage, accompagna i figli dai nonni e di corsa a lavoro. A pranzo mezz’ora di pausa, c’è un cliente importante, un sandwich con il formaggio sarà il suo pranzo, in realtà quai tutti i giorni è così.
Rientra a casa dopo una lunga giornata di lavoro, deve preparare la cena per tutti ma nel frattempo la fame si fa sentire. Vorrebbe perdere qualche kg, le vacanze si avvicinano, preferisce resistere, a cena solo verdure e una piccola porzione di secondo. Non ha ancora placato la fame ma preferisce andare a dormire. A letto non riesce a stare, la fame non la fa dormire: si alza, va in cucina, un frutto è proprio quello che ci vuole…e poi, 2 biscotti, 2 fette biscottate con la nutella, 1 tazza di latte con i cereali e un gelato, inizieremo la dieta domani…chi non fa una buona colazione al mattino (…e bilanciata) ha più fame a cena!
La colazione non deve essere uguale per tutti ma deve essere per tutti bilanciata. Ogni piano nutrizionale che si rispetti deve avere le caratteristiche del “vestito cucito su misura”, proprio come farebbe un sarto, proprio perché stravolgere le abitudini nutrizionali di un soggetto, potrebbe non sposarsi con il progetto nutrizionale a lungo termine. L’aderenza al piano nutrizionale è uno dei capi saldi della buona riuscita di qualsiasi terapia dietetica.

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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