Motorini al Tour de France:Verifica mirata sulla bici di Roglic

È stata questa la motivazione alla base dell’espulsione del su Ds.

Disposto dai vertici dell’Unione Ciclistica Internazionale (Uci), il controllo mirato sulla bici di Primoz Roglic è scattato alle 18 di mercoledì scorso, sul Col de La Loze, quando la maglia gialla ha tagliato il traguardo della tappa più importante del Tour 2020. Un ispettore Uci ha «punzonato» ruote e telaio con sigilli di plastica e, accompagnata dal meccanico della Jumbo-Visma e (fatto insolito) dal d.s. Merijn Zeeman, la Oltre XR4 è stata sottoposta al protocollo di test per individuare un eventuale motore di supporto alla pedalata.

Quando l’ispettore ha chiesto al meccanico di smontare il movimento centrale (quello che permette la rotazione dei pedali) Zeeman — che di Roglic è lo stratega — ha di colpo perso le staffe «comportandosi in modo inaccettabile nei confronti dei commissari Uci con insulti e intimidazioni» che gli sono costati l’esplusione immediata dalla corsa fino a Parigi.

Dopo 24 ore è arrivata una confusa nota di scuse del tecnico: «Mi sono arrabbiato quando il commissario ha smontato il movimento centrale di Primoz. Siamo per uno sport leale e per i controlli, ma deve essere fatto in modo ragionevole. Nonostante ciò, avrei dovuto mantenere la calma e avvicinarmi al commissario Uci in modo più rispettoso. Ma una cosa va precisata: la bici era perfettamente in regola».

Da quando l’allarme «motorini nelle bici» si è diffuso, la federazione ha provato a raffinare i controlli, preoccupata perché l’eventuale utilizzo di un sistema di pedalata assistita devasterebbe l’immagine dello sport. Ai (pochissimo efficaci) controlli con i tablet per individuare i campi magnetici si affiancano gli esami ai raggi X in un van che segue le tappe e lo smontaggio di sella e movimento centrale (servono un paio di minuti) per inserire un endoscopio all’interno dei tubi del telaio e verificarne la «pulizia».

Cosa abbia fatto scattare la violenta reazione di Zeeman non è chiaro, ma la procedura è stata documentata da un video dei federali. L’intensificazione dei controlli sulle frodi tecnologiche nell’ultima settimana del Tour è stata disposta per togliere ogni dubbio su un’edizione della Grande Boucle che — in salita — è stata corsa a medie record.

Il tam tam sull’evoluzione dei sistemi di pedalata assistita parla di micromotori da 40/60 watt (più che sufficienti ad erogare quei 0.5 watt per chilo di peso corporeo dell’atleta che fanno la differenza a livello professionistico) alimentati dalle stesse batterie (potenziate) del cambio elettrico e con sistemi di trasmissioni degli impulsi che sfruttano le capacità conduttive di alcune tipologie di carbonio con cui è costruito il telaio. Fantaciclismo? Possibile. Ma che il direttore sportivo della maglia gialla perda completamente le staffe di fronte allo smontaggio del movimento centrale di una bici (per giunta effettuato da un suo meccanico, a regola d’arte, come documenta il video) non aiuta la serenità dell’ambiente.

Fonte Corriere della Sera

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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