Covid:Perché colpire lo sport?

Il problema delle modalità che favoriscono di piu il “rischio contatto” è un tema che non ha ancora risposte certe. Gli scienziati però nei giorni scorsi avevano già suggerito la possibilità di questo tipo di chiusure “sportive”. Si insiste non solo sulla “durata del contatto”, ma sull’”intensità del contatto”. Nel monitoraggio settimanale dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute, i focolai nati attraverso “l’attività ricreativa” sono il 4,1 per cento del totale (la gran parte delle trasmissioni è di tipo familiare, il 77,6), in calo rispetto ai precedenti due report di settembre (6,3 e 4,5). Dalle informazioni raccolte in questo ambito, ma non ci sono dati ufficiali ed è bene usare la massima cautela, i focolai “sportivi” sarebbero una minima parte di quelli “ricreativi”.

Intanto si cerca di chiarire il raggio di applicazione che potrebbe avere la norma “vieta calcetto”. Rimarrebbero fuori tutte le attività riconosciute da Coni (federazioni, discipline associate ed enti di promozione) e Comitato paralimpico. Quindi tutta la filiera dei campionati dilettantistici e giovanili non sarebbe compresa visto che si sta studiando un provvedimento per le “attività amatoriali”. Nelle prossime ore se ne saprà di più

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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