Palermo:Piscina Comunale,troppe volte chiusa ed il “Pontone non s’ha da fare”

di Fabio Bologna

Troppi disagi e troppe volte chiusa, la Piscina Comunale di Palermo è sempre più off limits per la moltitudine di nuotatori, a vario livello, e le società sportive che, in particolar modo in questo momento storico, non possono usufruire dell’impianto sportivo comunale. Per chi vive di sport a Palermo, nello specifico il nuoto, l’impianto di Viale del Fante rappresenta un riferimento imprescindibile, e seppur consapevoli delle difficoltà nel quale si trova lo sport e la pratica sportiva all’interno degli impianti a causa del Covid 19, bisogna fare i conti anche con una gestione spesso sommaria, della struttura. E’ di queste ore una lettera inviata dal Consigliere Regionale della Federazione Italiana Nuoto e Presidente della Waterpolo Palermo, Antonio Coglitore, al Sindaco, al Dirigente del Comune di Palermo, Settore Sport, al Vice Sindaco ed al Capo Impianto della Piscina Comunale: “Dopo 5 giorni dalla chiusura dell’impianto dovuto a due casi di Covid, e dopo 4 giorni dal completamento
della sanificazione, ancora oggi l’impianto rimane immotivatamente chiuso, e ciò dopo ben due settimane di chiusura per casi analoghi. Tre settimane di chiusura in un mese sono troppe.
La situazione è divenuta inaccettabile e gravissima. In media nella scuole di Palermo
– continua Coglitore – sono stati riscontrati decine e decine di casi (almeno 100 volte in più di quelli riscontrati in piscina comunale) e nessuna scuola oggi è chiusa e non lo è stata mai se non per poche ore. Sembrerebbe che il virus abbia un approccio diverso nei rapporti con l’ASP o con chi di competenza. Lo sport è vita e una città come Palermo con 1 milione di abitanti non ne può fare a meno. Tutte le società sportive hanno fatto sforzi enormi per rasserenare i propri associati, per aggiornare i propri processi ai giusti protocolli e gli addetti si sono autoridotti i compensi con sacrifici inimmaginabili. Così però il mondo ci crolla addosso.
Vorrei ricordare, inoltre, che in piscina comunale lavorano circa 150 addetti che vivono di questo e che oggi non sono in grado di pagare gli affitti, i mutui e le spese quotidiane; ogni giorno centinaia e centinaia di utenti agonisti e amanti frequentano l’impianto alla ricerca di un po’ di normalità, e l’impossibilità di fare sport per molti giovani li spinge a riversarsi per le strade ed in posti affollati per socializzare e provare ad avere una vita, determinando un peggioramento dei rischi di contagio. I protocolli sono ormai rigidi ed applicati da tutti con estremo rigore. Credo che lo sport meriti la giusta attenzione, oggi vale il 3% del Pil in Italia conta oltre 500.000 addetti (escludendo il calcio) e chi fa sport in modo sano, consente agli Enti Regionali di avere un enorme risparmio sul bilancio sanità ed ancor di più si potrebbe fare. Lo sport sotto il profilo sociale ed economico vale tanto quanto la scuola ed integra la formazione dei giovani con efficacia trasferendo felicità e voglia di vivere.

Ma il Covid rappresenta soltanto il problema di oggi, ma in realtà le difficoltà legate alla fruibilità dell’impianto riguardano anche la realizzazione del “Pontone“, un’opera da troppo tempo richiesta dagli utilizzatori della piscina, per la quale si è pure formato un Comitato Cittadino, che permetterebbe l’utilizzo di metà della vasca e quindi di svolgere le attività agonistiche per le gare sulla lunghezza dei 25 mt. Da piu di tre anni viene chiesta a gran voce la realizzazione di questa struttura, permanente o mobile, al fine di evitare trasferte ai “più vicini” impianti di Trapani e Paternò. Tanti incontri, tante promesse che non si sono mantenute e che tali sono rimaste, quasi come un passaggio di consegne, dai i vari Assessori allo Sport del Comune di Palermo che si sono avvicendati. Oggi è la volta dell’Assessore Paolo Petralia Camassa, incontrato qualche settimana da noi e da Giulia Noera, rappresentante di spicco del nuoto Siciliano, con il quale è stato affrontato per l’ennesima volta l’argomento, e per il quale il giovane assessore si era mostrato propositivo nel compiere il primo passo, che consiste nello studio di fattibilità del progetto. Nulla di più al momento, solo capire se è possibile realizzare una struttura che a Napoli è stata fatta in tre mesi in occasione delle Universiadi. Sono passate già tre settimane, ma nessuna traccia dell’incarico per la verifica progettuale ne tantomeno dell’assessore che non risponde più ai messaggi.

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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