L’importanza dello Stretching in questo periodo di continui stop alle attività sportive

Una pratica che non dovrebbe essere considerata soltanto come parte di un allenamento, ma come disciplina sportiva a sé. Di seguito un articolo apparso sulla Gazzetta dello Sport che ne spiega i motivi.

Molto spesso anche gli atleti, non solo gli sportivi amatoriali, dedicano poco tempo allo stretching: pochi minuti alla fine di una corsa o di una camminata veloce. Eppure secondo gli esperti sarebbe meglio considerarla e pianificarla come un’attività fisica a parte. Soprattutto dopo il lockdown. Lo stretching è particolarmente importante ora. Dopo mesi in cui abbiamo dovuto ridurre la nostra mobilità (siamo usciti di meno, abbiamo praticato meno attività in palestra) le conseguenze si fanno vedere. Dolori alla schiena, alle gambe, o addirittura alle braccia (al gomito in particolare).I benefici dello stretching sono numerosi. Gli esercizi praticati con costanza e per il tempo adeguato aiutano nella flessibilità, migliorano la postura e alleviano i dolori alla schiena. In più lo stretching aiuta a rendere il nostro corpo flessibile, più resistente alle lesioni. 

Brad Walker, atleta e allenatore, esperto di stretching ha detto al Washington Post che spesso le persone hanno un’idea sbagliata degli “allungamenti”. Non andrebbero fatti solo per scaldare il muscolo o per defaticarlo. Lo stretching dovrebbe essere considerato un allenamento specifico nella routine settimanale. Walker, atleta e allenatore dice che “le persone sentono di ottenere più risultati se si allenano duramente e sudano molto. Ma a seconda del tipo e dell’intensità dell’esercizio anche lo stretching può essere faticoso e produttivo come un allenamento in palestra, un giro in bicicletta o una corsa”. Ci sono alcuni accorgimenti che possono assicurarci la giusta dose di stretching anche se lavoriamo da casa. Alzarsi dalla scrivania e camminare a intervalli di tempo stabilito o anche sdraiarsi a terra durante una telefonata. Ma anche allestire in casa diverse zone di lavoro. In modo da costringerci a muoverci più volte durante le ore lavorative.

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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