Ostarina: Cos’è la molecola trovata su Spreafico e che si trova in alcuni integratori

Il principio attivo ritrovato nelle urine è l’ostarina, nota anche come Enobosarm, sostanza proibita elencata nella classe S1.2 (Altri Agenti Anabolizzanti) della Lista emanata dall’Agenzia Mondiale Antidoping (Wada) e adottata dalla Federazione ciclistica internazionale. L’ostarina (assieme ad altre sostanze analoghe) è sotto i riflettori dell’Agenzia almeno da due anni come modulatore selettivo dei recettori di androgeni, un anabolizzante «alternativo» per lo sviluppo delle masse muscolari, sempre più utilizzato negli integratori alimentari «borderline», soprattutto negli Usa. Sviluppato come farmaco nei pazienti oncologici, è stato presto dirottato sul fronte sportivo.

Da alcuni anni si parla di SARMs (Selective Androgen Receptor Modulators); molecole che interagiscono con i recettori tessutali degli ormoni androgeni (quindi in modo particolare con il testosterone endogeno) inducendo lo sviluppo della muscolatura e amplificando tutti gli effetti legati all’attività di questi ormoni. Si tratterebbe quindi non di aggiungere ormoni ma di “ottimizzare” l’attività di quelli prodotti dal corpo. Sembrerebbe tutto molto interessante e privo di effetti collaterali ma per dirlo con sicurezza occorrerebbero molte più ricerche. I principali SARMs sono l’Andarina, la Cardarina, il Ligandrol e l’Ostarina. Queste molecole sembrerebbero comunque anche aumentare la produzione degli ormoni androgeni ed è per questo motivo, togliendo ogni dubbio, che i SARMs sono inseriti nell’elenco delle sostanze vietate dall’agenzia mondiale anti-doping negli sport. La loro scoperta è avvenuta intorno al 2000 e da allora ne sono stati sintetizzati diversi (tutti essenzialmente a scopo di ricerca).

Certamente nei prossimi anni al ricerca fornirà ulteriori dati, ma è altrettanto certo che allo stato dell’arte il loro uso da parte di sportivi senza un supporto medico non è consigliabile; anche il loro acquisto avviene solo per e-commerce da siti non Italiani e di difficile controllo; sono pertanto prodotti non notificati al ministero Italiano e quindi non commercializzabili sul territorio nazionale.

A inizio ottobre era stato trovato positivo all’ostarina il nuotatore azzurro Alex Di Giorgio, olimpico a Londra 2012 e Rio de Janeiro 2016, mentre pochi giorni dopo è toccato a Luca Colnaghi, giovane promessa del ciclismo azzurro che corre cona la Zalf. Nel caso di Colnaghi (che ha accusato un integratore acquistato su Internet) nel test è stata rinvenuta anche andarina, altra sostanza vietata. Gli atleti rischiano fino a quattro anni di squalifica, riducibili se riusciranno a dimostrare l’origine della contaminazione.

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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