Manifestazioni a Palermo e Messina contro la chiusura delle palestre

Ieri sera a Palermo e stamattina a Messina, non si placano le manifestazioni di dissenso dei gestori delle palestre in Sicilia. Davanti al palazzo d’Orleans a Palermo una manifestazione pacifica, come documentato su una diretta facebook da Palermo Live, centinaia di operatori del settore si sono dati appuntamento.

Ci troviamo stasera in piazza a manifestare il nostro dissenso e la nostra rabbia per le nuove imposizioni che ci impongono un altro lungo ed estenuante stop, doppiamente difficile da digerire dopo un’ultima settimana di angoscia e cali di incasso fino all’80% in un periodo cruciale per il bilancio finale di una palestra. Nonostante gli adeguamenti, le misure di prevenzione e sicurezza adottate già dal 25 maggio, nonostante nessun significativo caso di focolaio riconducibile ad una singola struttura sportiva, nonostante l’adozione di sistemi di tracciamento che hanno reso le palestre i luoghi in assoluto più sicuri da frequentare, la scure della chiusura si è abbattuta sui centri sportivi, minacciati nell’ultima diretta “di fare i bravi” e umiliati da un trattamento inquisitorio nell’ultima settimana. E le promesse di ristoro le conosciamo già: indennizzi parziali, incassati dopo mesi. Se per qualcuno la nostra attività non è strettamente necessaria, ribadiamo con decisione cosa facciamo noi: curiamo voi. Curiamo il vostro fisico, curiamo la vostra mente, ascoltiamo le vostre parole, contribuiamo a farvi cambiare in meglio, ci prendiamo cura dei vostri figli. Quello che vedete dietro a dei ragazzi sorridenti in tuta non è un lavoro, ma una vera e propria missione di benessere che portiamo avanti costantemente. Le nostre istanze sono nette e precise: non vogliamo chiusure, non vogliamo indennizzi di fortuna. Abbiamo rispettato, passo passo, ogni protocollo adottato, vi abbiamo ascoltato con disciplina, abbiamo ingoiato amarissimi bocconi, ma ora esigiamo ciò che ci spetta: rispetto e lavoro.”

Stessa cosa stamattina a Messina, dove in tanti hanno accusato il governo di dare un duro colpo al mondo economico legato alle attività delle tante palestre del territorio. In molti hanno lasciato, simbolicamente, aperti gli impianti, ritenendo insufficienti anche eventuali aiuti economici che da Roma potrebbero arrivare.” Gli aiuti dei quali si parla sono soltanto palliativi per placare la rabbia dei lavoratori del settore. Nella prima chiusura in pieno Lockdown i criteri che sono stati seguiti per il riconoscimento degli aiuti economici andavano fuori da qualsivoglia logica imprenditoriale. Le banche non hanno minimamente tenuto conto delle garanzie statali, ed hanno seguito i classici criteri del merito creditizio tipici dei prestiti personali. La maggior parte delle richieste sono state declinate.

Pubblicato da Redazione

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