Limitazioni e chiusure, lo sport popolare ai tempi del coronavirus

di Pietro Minardi


Occasione persa per bambini e adolescenti?


E’ un momento difficile per lo sport in generale, in particolare per quello popolare e di base. Se primi i protocolli imponevano importanti limitazioni, il nuovo DPCM Conte ha difatti decretato la chiusure di diverse strutture, lasciando bambini ed adolescenti senza spazi in cui praticare sport.
Lo sport di base: un elemento inscindibile nella vita delle famiglie di Palermo e non solo.
La quasi totalità dei siciliani ha calcato, almeno una volta nella vita, un campetto di quartiere. Un luogo in cui non solo si imparava un sport, ma una vera e propria palestra di vita. Tutela della salute, prevenzione e socializzazione: questo è il mix fondamentale offerto da questi luoghi nello sviluppo del benessere psico-fisico dei bambini.
Ma sono proprio questi spazi i primi ad essere messi in pericolo dall’emergenza coronavirus. In un momento nel quale assembrarsi è quasi un delitto, i primi a pagare il conto dell’aumento dei contagi sono propri i bimbi che vogliono praticare sport. Una situazione che rischia di diventare un’occasione di sviluppo persa, alla luce anche della condotta del Governo nazionale, che sembra essere mirata ad un nuovo lockdown.
Verdiana Mineo, una vera eccellenza del powerlifting siciliano, ci ha descritto la situazione dello sport di quartiere ai tempi del covid-19.
Per noi un concetto importante è che lo sport venga visto come un diritto a tutti gli effetti. Non soltanto come un lusso o un passatempo per chi se lo può permettere. Bisogna coinvolgere il più possibile quelle fasce della popolazione che ad oggi rischiano di rimanere escluse“.
“Il problema è che se si dà sempre più importanza all’economia che alla salute, ne risente la qualità delle vita delle persone.  Anche durante il lockdown chi se lo poteva permettere restava a casa, dava fondi ai propri risparmi. Mentre chi doveva uscire per necessità, andava a lavorare ma rischiava il contagio. Forse sarebbe stato meglio quest’estate, invece di pensare al bonus vacanze, destinare fondi e sussidi alla tutela alla salute e quindi anche alla promozione sportiva“.
Non va di certo meglio al mondo del calcio di quartiere, placcato dalle restrizioni dettate dall’emergenza. Sull’argomento, abbiamo sentito una società che del tema se ne intende, ovvero il Palermo Calcio Popolare.
Lo sport dilettantistico sicuramente ha sicuramente bisogno di essere riformato – sottolinea il Palermo Calcio Popolare -. In questo periodo la gestione della crisi é stata accollata alle società che per la maggior parte dei casi non hanno le possibilità economiche e logistiche per fare fronte alla situazione. Andrebbe aperto un tavolo con il ministero, le varie federazioni e soprattutto le società. Bisogna mettere al centro della discussione l’importanza dell’impatto sociale che lo sport di base ha sulle vite di chi si avvicina allo sport, e di dare questa possibilità a tutti e tutte“.
Un aspetto da non sottovalutare, nell’affrontare il tema dello sport di base, è il rapporto fra le associazioni e i gruppi di quartiere e le scuole. Un esempio lampante è quello di Salvo Tranchina, membro dell’esercito italiano ma che, nel tempo libero, si dedica a fare il

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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