DPCM: Slitta tutto a domani tanti i nodi da sciogliere

Il decreto è atteso per domani. Conte vorrebbe varare misure ad hoc per le zone a rischio, ma le regioni fanno resistenza. Bar e ristoranti a rischio chiusura in Lombardia, Piemonte e Calabria.

Il nuovo Dpcm potrebbe arrivare domani e non oggi. Vista anche la giornata istituzionalmente affollata con il premier Conte che parlerà alle 12 alla Camera e alle 17 al Senato. Nonostante la parola “terribile” pronunciata dal ministro Speranza relativamente alla crescita della curva dei contagi, non si andrà comunque a un lockdown totale. Il dubbio maggiore riguarda la chiusura in forma differenziata fra regioni e regioni secondo l’indice di contagio o prendere provvedimenti identici sull’intero territorio nazionale? Il Governo spinge per la prima ipotesi, lo conferma il ministro dei beni culturali Dario Franceschini, che è anche il capo della delegazione del Pd nell’Esecutivo. Le Regioni insistono per provvedimenti nazionali. Nella mattinata di oggi, prima delle comunicazioni, ci sarà un nuovo incontro con gli enti locali.

Tra le ipotesi coprifuoco alle 18, didattica a distanza dalla seconda media in poi, chiusura di bar e ristoranti anche nella fascia dell’ora di pranzo con la sola possibilità dell’asporto: sono alcune delle misure ipotizzate, ma il problema è se estenderle a tutte le regioni o limitarle a Lombardia, Piemonte e Calabria dove l’indice si è innalzato maggiormente. Franceschini ha anche parlato della chiusura dei musei. Una misura che potrebbe essere decretata su tutto il territorio.Il Governo sarebbe scettico invece sulla possibilità di chiusure “anagrafiche” proposte da tre governatori del Nord – Il ligure Toti, il lombardo Fontana e il piemontese Cirio – che imporrebbe alla popolazione over 70 di restare nelle proprie abitazioni. Un’ipotesi formulata già dalla task force diretta da Vittorio Colao in primavera, che il Governo non prese in considerazione in primavera. Si va invece verso un divieto degli spostamenti fra le Regioni, possibili soltanto per motivi di salute o di lavoro. L’altra ipotesi è quella di un coprifuoco alle 21 su tutto il territorio nazionale.Intanto si susseguono le proteste contro le chiusure. In queste ore si sta organizzando quella del Comitato Scienze Motorie che organizzerà sit in in diverse città. Dopo la chiusura di palestre e piscine, e delle attività dilettantistiche provinciali e regionali, non si è parlato di altre chiusure sportive. Ma la strada verso il Dpcm è ancora lunga.

Pubblicato da Redazione

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