Sicilia:Quale futuro per il ciclismo amatoriale su strada?

di Fabio Bologna

E’ questa la domanda che da tanti followers è giunta alla nostra Redazione a distanza di 24 ore dalla Diretta Facebook di sabato scorso, che ci piacerebbe venisse analizzata dai pretendenti alla Presidenza del futuro Comitato Regionale.

E’ passato qualche giorno dalla Diretta Facebook di sabato scorso, attraverso la quale i protagonisti delle prossime elezioni alla Presidenza del Comitato Regionale della Federciclismo si sono confrontati sulla nostra piattaforma social. Un confronto nel quale l’attuale Presidente Diego Guardi’ ha potuto snocciolare i numeri delle attività di questo quadriennio, mentre Rosario Fina, lo sfidante, ha avuto spazio per poter manifestare le proprie critiche a quanto fin’ora fatto. Un faccia a faccia in cui c’è stato anche lo spazio, in verità poco perchè ci sarebbe voluto molto più tempo a disposizione, di parlare di programmi.

Senza entrare nel merito dei contenuti espressi, è stata evidente l’importanza data da entrambi all’attività agonistica del settore giovanile. Sacrosanto!! I Campioni nostrani, che sempre continuano a confermarsi come protagonisti assoluti del ciclismo professionistico internazionale, hanno una certa età, e tolti i vari Fiorelli, Romano e Tortomasi, le prospettive non sono delle migliori, almeno nel breve termine. Ma gli Amatori?? Cosa devono aspettarsi coloro che di fatto contribuisco alle casse della Federazione, degli EPS, delle ASD organizzatrici delle gare, e che garantiscono una presenza massiccia e costante in tutte le gare amatoriali che la domenica si disputano in tutta la Sicilia? Quanto può essere utile al movimento ciclistico siciliano una programmazione specifica per il settore amatoriale? Per far capire di cosa stiamo parlando proviamo a studiare nel dettaglio i numeri dell’indotto economico della bicicletta relativa al settore amatoriale e cicloturistrico.

Lo studio di settore pubblicato da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori di Confindustria) ha stimato per il 2020 un aumento del 60% delle vendite delle biciclette ed oltre 2 milioni di pezzi venduti. Legambiente, nel 2° Rapporto sull’economia della bicicletta in Italia del 2018, quantifica in 6,2 Miliardi di Euro l’indotto economico generato dalla biciletta. Per dare un’idea della consistenza di questo capitale, si pensi ad esempio che i 6,2 miliardi di cicloproventi superano nettamente i ricavi dell’export del vino, uno dei prodotti made in Italy maggiormente apprezzati all’estero. Fanno parte dello studio, riportiamo testualmente, “somma della produzione di bici e accessori, delle ciclovacanze e dell’insieme delle esternalità positive generate dai biker”. Legambiente ha realizzato un ulteriore approfondimento. Accanto al PIB (Prodotto Interno Bici) nazionale è stato elaborato un PIB disaggregato su scala territoriale, arrivando così a definire la cicloricchezza delle Regioni. La Sicilia, nello specifico, determina un valore economico (mercato della bici ed esternalità positive della ciclabilità) pari a 36.965.700,00. Non male, anche se nella classifica nazionale occupa il 13° posto.

Questi dati non tengono però conto delle attività agonistiche degli amatori. Abbiamo voluto provare ad elaborare una stima approssimativa e sottostimata, di quanto spende annualmente un cicloamatore agonista in una stagione composta da 30 gare in 9 mesi. La media del costo di partecipazione all’evento è di 12 euro. Ad ogni manifestazione partecipano mediamente 65 tesserati (media annuale che tiene conto dei picchi di inizio stagione e dei cali a stagione inoltrata). Il nostro ciclista amatore “tipo” ci dice che mediamente spende 150 euro mensili per spostarsi tra le varie province dove si disputano le gare, 500 euro l’anno per l’integrazione, 70 euro ogni tre mesi per il cambio della catena, 120 euro annui per i copertoncini da allenamento, 180 euro l’anno per i tubolari, 300 euro l’anno per la manutenzione della bici.Il totale di questi dati ci da una cifra pro capite di 3.090,00, che moltiplicata per i 65 presenti mediamente alle gare genera un totale di 200.850,00 anno. In questo calcolo non abbiamo considerato il costo della bici, il tesseramento,ed abbiamo considerato un numero medio di 65 corridori rispetto ad un numero iniziale di presenze alle prime gare stagionali di almeno 150 agonisti.

Questo è quello che vale il ciclismo amatoriale agonistico su strada in sicilia al quale, ai fini di un calcolo sempre approssimativo dell’indotto totale, andrebbero aggiunti i costi della tessera presso la federazione/EPS, i costi dell’affiliazione della ASD, i costi del tesseramento presso una ASD, comprensivi di completino ed accessori vari. Insomma una discreta cifra che potrebbe triplicarsi se le attività amatoriali Siciliane aumentassero, ad esempio, con un numero adeguato, e similare a quanto viene già fatto in altre regioni, per quanto riguarda le GF. Il “mercato delle Granfondo rappresenta una vera e propria miniera per una regione italiana che, se inserite all’interno di un circuito fatto bene, richiama patecipanti da ogni dove. In Italia questo formato ha prodotto e significato negli anni una importante risorsa economica, generata prima di tutto dai partecipanti, poi dagli accompagnatori che li seguono nelle trasferte, e soprattutto dai tanti sponsor che questo formato lo hanno sostenuto, lo hanno spinto e lo hanno alimentato.

Quindi chiediamo, quale sarà il futuro del ciclismo amatoriale su strada siciliano?

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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