Aiuti allo sport: Ecco la suddivisione dei contributi aggiuntivi

La divisione dei 95 milioni di euro in più “ispirata” all’emergenza Coni. Ma alcune federazioni si arrabbiano: “Se decidete tutto voi, diventiamo dei passacarte”

Ecco, le risorse per società e territorio. C’è un passaggio delicato. Nella lettera che i presidenti e i segretari federali hanno ricevuto si parla di “indicazioni generali” per l’utilizzo dei fondi. Ci si muove sulla linea sempre delicata tra le prerogative che la legge assegna a Sport e Salute e l’autonomia delle federazioni. In ogni caso queste “indicazioni” battono ancora sul sociale invitando a spendere le risorse nel 25 per cento in voucher per la popolazione sportiva fra 5 e 17 anni, e over 65, attraverso le proprie società sportive. Stessa cifra deve essere “specificamente destinata” alla base sportiva della propria disciplina, aiutando le realtà più colpite dall’emergenza Covid. Anche in passato, nell’era Sabelli, si era indicata una quota parte destinata all’attività sociale, poi bloccata dal virus, di “Sport di tutti”, ma si trattava di una percentuale molto inferiore. In ogni caso, il tema di un riequilibrio delle risorse fra vertice e base Era al centro del dibattito già da anni, molto prima dell’emergenza.

Per Paolo Barelli “il fatto di voler aiutare le federazioni che hanno più entrate proprie, che vengono meno in questo momento di emergenza, mi vede d’accordo”. Quanto alle indicazioni per l’utilizzo sociale dei fondi, il presidente della Federnuoto sottolinea un punto: “Queste sono particelle di ossigeno, noi avremo bisogno di tonnellate per carne per sfamare le esigenze che ci sono alla base. Servono comunque altri fondi e spero che nella legge di Bilancio ci siano risorse importanti”. “Voglio leggere per bene – dice Giorgio Scarso, presidente della Federscherma – ma mi sembra che venga messa gravemente in discussione l’autonomia delle federazioni. Noi che ci stiamo a fare se ci dicono come gestire le risorse. Che ci sia il dovuto controllo è utile e opportuno, ma così diventiamo inutili. E poi non vorrei che si creasse un meccanismo di corsa al contributo con l’attività ferma”. Gherardo Tecchi, presidente della ginnastica, sostiene che “questa suddivisione è assurda, non si possono trascurare federazioni medaglia te in questa maniera. Sono soldi condizionati, questi li adoperate per questo, questo per quest’altro, così non decidiamo più nulla”. Ma questo è un momento drammatico per la pratica sportiva di base. “Io nel bilancio ho messo due milioni di euro, conosco il Paese in che condizioni si trova, ma se perdiamo l’autonomia diventiamo dei passacarte”.

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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