Mike Tyson torna sul Ring a 54 anni

Nella notte tra sabato e domenica a Los Angeles con un’altra vecchia gloria come Roy Jones. Per esibizione e beneficenza, ma pugilisticamente parlando non è una cosa seria. Eppure il discusso ex campione dei pesi massimi si ostina dire: “Lascerò andare le mani”

Un film dai colori scuri, a tratti scurissimi, scandito da un trap duro e da situazioni che si rincorrono senza respiro, in cui ogni azione ha fretta di esistere, di venire consumata come se non ci fosse un domani. La vita di Mike Tyson, prima che la saggezza della mezza età facesse un minimo di ordine, è stata questa. Ma Tyson è sempre Tyson ed ecco che a 54 anni suonati, 34 dopo essere diventato il più giovane campione del mondo della storia dei pesi massimi, arriva l’ultima follia, il ritorno sul ring. Staples Center di Los Angeles, la casa dei Lakers: otto round da due minuti ciascuno (il minutaggio della boxe femminile) nella notte italiana tra sabato e domenica contro Roy Jones (che di anni ne ha 51), un altro campionissimo che ce l’ha messa tutta per minare la sua credibilità, trascinandosi in incontri di bassa lega dopo aver conquistato titoli mondiali in serie nella sua epoca d’oro.

Come in un film, in un reality che non si ferma mai. Quando Tyson ha smesso di combattere 15 anni fa (per la boxe più di un’era geologica) era già l’ombra di se stesso, e non c’è motivo che possa aver spinto madre natura a restituirgli antichi splendori. Qualcuno potrebbe obiettare che però George Foreman, il co-starring di Muhammad Ali nella famosa notte di Kinshasa del 1974, dopo 10 anni passati a predicare il vangelo tornò con profitto sul ring: fallì il primo assalto mondiale perdendo ai punti e neanche nettamente da Evander Holyfield (sì, proprio quello a cui Tyson ha masticato l’orecchio), ma centrò l’obiettivo al secondo tentativo contro Michael Moorer. Già, ma Foreman rientrò in maniera graduale, salendo piano di condizione e credibilità. Tornò a 38 anni, mentre ne aveva rispettivamente 42 e 45 nei due match citati, non 54… “Non credo sarà un’esibizione, ma un match vero ed è troppo pericoloso per tutti e due”, ha sentenziato il vecchio George.

Esibizione e beneficenza: l’incontro si fonda su questi presupposti. Foreman non crede alla prima, e non ci crede o almeno fa finta, neanche Tyson: “Sarà una lotta senza tregua, lascerò andare le mani”. Sembrano dichiarazioni fatte per fare cassetta (in Italia l’incontro sarà visibile su Sky sborsando 10 euro, ma in America la pay per view lo vende a 50 dollari), ma chissà. In fondo Tyson è un film, e il confine tra finzione e realtà potrebbe diventare sottile. Magari nella sua mente si immagina come Sylvester Stallone in Rocky Balboa, il sesto film della serie, quando quasi sessantenne, vedovo e in rapporto conflittuale con il figlio, accetta la sfida del campione del mondo dei pesi massimi Mason Dixon (interpretato da Antonio Tarver, pugile vero ed anche di ottimo livello) perdendo di stretta misura ai punti.

Esibizione, come quella in cui Apollo Creed viene ucciso dal sovietico cattivo Ivan Drago e che Rocky vendica a Mosca nel mezzo della guerra fredda. Esibizione, come quella senza regole del Rocky V, una rissa in mezzo alla strada con Tommy Gunn (interpretato da Tommy Morrison, altro pugile vero che morì di Aids e fu anche uno degli ultimi avversari di George Foreman) che lo aveva ripudiato come maestro. Film ovviamente, anche ben costruiti, che però nel momento della verità, quello del ring, non hanno nulla a che vedere con la boxe. Esibizione, una formuletta magica usata anche da Floyd ‘Money’ Mayweather per raggranellare qualche altro milione di dollari. Doveva essere tale quella dell’ultimo dell’anno del 2018 a Tokyo contro l’idolo della kickboxing localeTenshin Nasukawa, solo che al buon Floyd qualcosa deve essere andato per storto visti i tre atterramenti inflitti al malcapitato giapponesino. La commissione atletica della California, che si è presa la responsabilità di autorizzare l’incontro, ha specificato che non ci sarà un verdetto convenzionale. L’arbitro designato, Ray Corona: “Interromperò in qualunque momento l’evento se dovesse diventare un match di pugilato vero e proprio”. Nel contempo però la Wbc, la serie A della boxe, annuncia la messa in palio di una cintura, la ‘Frontline Battle’, quasi a voler dire che sarà una battaglia. Insomma, chi ci capisce è bravo. Benvenuti nel Mike Tyson reality show.(Repubblica)

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: