Campionati Italiani Assoluti di Nuoto: Sicilia, ammaccata ma presente!

di Marco Mattia Conti

Annus horribilis avrebbero detto i Latini, e tale è stato e sarà il 2020 in tutti i campi. In particolare nel nuoto ed in particolare in Sicilia, con la chiusura di tantissimi impianti e la poca o scarsa possibilità per i nostri atleti di potersi allenare o di poterlo fare per presentarsi degnamente ad un appuntamento importante come un Campionato Italiano.

Il nuoto non fa sconti, richiede costanza, abnegazione, continuità e doti fisiche ed umane fuori dal normale e sicuramente non riuscire a nuotare da oltre un mese o fare qualche vasca per un’ora e mezza tre volte a settimana non è abbastanza e servirebbe solo a fare una brutta figura di fronte al consesso nazionale italiano.

La Sicilia sarà presente sicuramente con Vincenzo Adamo, della Nuoto Chiaramonte, dorsista in grande crescita nazionale, che a prezzo di grandi sacrifici da parte della sua Società è riuscito comunque a nuotare, seppur in vasca corta da 25 metri e non lunga da 50 metri come sarà la sede di Riccione.

Niente da fare per Gianfranco Perna del Sun Club e per Andrea Savoca della Sicilianuoto, entrambi hanno ripreso da poco e sempre in vasche da 25 metri, stessa cosa per Mario Bossone, trapanese della Mimmo Ferrito di Palermo, che nuota poco e non tutti i giorni, come pure Alessandra Pace, pure lei trapanese, ma con il suo impianto chiuso. Presente invece Andrea Facciolà, del Centro Sportivo Principe, l’unico ad aver gareggiato fuori Regione, anche lui con preparazione in vasca da 25 metri data la chiusura, vergognosamente da un mese e mezzo per mancanza degli esami dell’acqua e prima con grosse pause per sanificazione, della Comunale di Viale del Fante.

Dovrebbe però esser presente la schiera di forti atleti siciliani trasferitasi negli ultimi anni in cerca di fortuna come Faraci, siracusano ora Aniene Roma o il messinese Marchello sempre a Roma con l’Unicusano o il ragusano Gargani ora Cus Udine.

Stringenti e ferree le misure anticovid per l’accesso all’impianto di Riccione dal 17 al 19 dicembre per chiunque debba entrare, che prevede oltre all’autocertificazione classica, anche un certificato da parte di un laboratorio autorizzato di aver fatto un tampone rapido o molecolare nelle 72 ore precedenti all’ingresso in piscina.

I tempi ottenuti saranno validi per la qualificazione alle Olimpiadi, ma a meno di ‘miracoli’ nessun siciliano dovrebbe esser interessato dalla cosa.

Pubblicato da Redazione

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