Calcio:La Cina dice stop agli stipendi faraonici dei calciatori stranieri

Il “sogno cinese” sembra finito. Stop agli stipendi faraonici, alle pensioni d’oro nella terra amata da Marco Polo e quindi al campionato nazionale basato sul livello degli stranieri di lusso in arrivo da Europa e America del Sud. Secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua, infatti, dalla prossima stagione la federcalcio locale introdurrà uno stringente tetto agli stipendi, soprattutto per favorire la crescita della nazionale. Attualmente, infatti, i club costruiscono le loro fortune a seconda dei vari Oscar, Paulinho e Hamsik, mettendo nettamente in secondo piano i vivai e gli investimenti sulla crescita dei talenti locali, decisamente meno promettenti rispetto alle star estere.

Ogni società potrà quindi spendere al massimo 75 milioni di euro in stipendi, con un tetto di 10 per gli stranieri. Una limitazione davvero molto stringente, se si pensa che Oscar – per esempio – si mette in tasca oltre 21 milioni di euro annui per giocare allo Shanghai Sipg. Gli stipendi dei giocatori cinesi saranno limitati a cinque milioni di yuan (628mila euro) ciascuno, mentre chi ha due giocatori stranieri non potrà superare i tre milioni di euro. Alcune conseguenze sono presto immaginabili: chi rischierà di vedersi tagliato l’ingaggio di almeno la metà, spingerà per lasciare la Cina: vedremo così un corposo ritorno in Europa di giocatori in cerca di squadra (e di stipendi alti). Tra questi calciatori ci potrebbero essere alcune occasioni interessanti in grado di muovere la prossima sessione di calciomercato.

“La spesa dei club della Super League cinese è circa dieci volte superiore a quella della K-League (Corea del Sud) e tre volte superiore a quella della J-League (Giappone) – ha spiegato Chen Xuyuan, presidente della Federazione cinese – Eppure la nostra nazionale è molto indietro. Le bolle non solo influenzano il presente del calcio cinese, ma danneggiano anche il suo futuro». Si tratta di un’analisi che non fa una piega, visto che i faraonici investimenti sul calcio non hanno portato al miglioramento della selezione nazionale. I giocatori cinesi in patria sono quasi tutti delle comparse, la Cina è 75esima nel ranking Fifa e nel girone di qualificazione al Mondiale in Qatar viaggia (con una partita in meno) con 8 punti di ritardo dalla Siria, a pari con le Filippine e a una lunghezza di vantaggio sulle Maldive. Troppo, troppo poco per un Paese con quasi 1,4 miliardi di abitanti e un’attenzione ossessiva verso lo sport. Dal prossimo mese, la pacchia sarà finita.GLI ITALIANI— Discorso che tocca appunto da vicino alcuni giocatori di fama mondiale nel frattempo volati in Cina. A partire dagli italiani Pellè (Foto di copertina) (allo Shandong Luneng dal 2016), Eder (fresco di titolo con lo Jiangsu Suning) ed El Shaarawy, ad ottobre ad un passo dal ritorno alla Roma. Dalla Serie A sono passati pure Arnautovic, ceduto nell’estate 2019 dal West Ham allo Shanghai SIPG, e Hamsik , al Dalian dopo una vita al Napoli. Da vedere se queste novità in arrivo li porteranno o meno a prendere decisioni diverse per il loro futuro.(Gazzetta dello sport)

Pubblicato da Redazione

Giornale regionale amatoriale sullo sport

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